LATISANA

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"Lucia al tempo di Napoleone", presentazione del libro

Venerdì 25 febbraio, alle ore 18.00 presso il Polifunzionale di Latisana lo scrittore giornalista Andrea di Robilant presenterà il libro "Lucia nel tempo di Napoleone, Ritratto di una grande veneziana".
L'incontro è sostenuto dall'UTE di Latisana, dall'agenzia viaggi "La via Annia" di Fossalta di Portogruaro, dalla Biblioteca Civica di Latisana e
dalla Casa Editrice "La Marilia".
L'autore ha scritto 2 libri "Un amore Veneziano" e "Lucia al tempo di Napoleone" le cui vicende sono tratte dall'epistolario intercorso tra i protagonisti, che nel primo libro sono Andrea Memmo e Giustiniana Wynne, mentre nel secondo Lucietta e Paolina, due sorelle, figlie di Andrea Memmo.
Lucia Mocenigo, quadrisnonna dell'autore è stata la moglie di Alvise Mocenigo, fondatore di Alvisopoli.

"Il romanzo non è solo il 'Ritratto di una grande veneziana', come recita il sottotitolo: Lucia nel tempo di Napoleone di Andrea di Robilant è il ritratto di una grande donna, tout court. Che sarebbe stata straordinaria in qualunque epoca avesse vissuto, ma lo è ancora di più per essere nata nel 1770 quando, pur facendo le debite concessioni al rango, ai soldi e alle nuove dottrine illuministiche, non era facile essere donna, o semplicemente non era facile essere se stessa in quanto donna.

Lucia Memmo - ma chiamiamola anche noi con il dolce vezzeggiativo veneziano di Lucietta - ebbe una lunga vita perchè morì nel marzo del 1854, un mese prima del suo ottantaquattresimo compleanno.
Eppure c'è chi vive a lungo senza calarsi appieno nel suo tempo, lasciandosi trascinare dall'onda dei giorni. Non così Lucietta, andata sposa giovanissima ad Alvise Mocenigo, dopo lunghe trattative (persino umilianti per lei).
Entrambe le famiglie, dei Memmo e dei Mocenigo, avevano dato Dogi alla Serenissima, il padre di lei era un diplomatico; quello di lui, pure ambasciatore, era stato condannato a sette anni di prigione per condotta dissoluta.
Quando Lucietta entrò a Palazzo Mocenigo, quello che ci si aspettava da lei era che desse subito un erede al casato. E invece l'erede tardava - un paio di aborti, cure termali, speranze deluse. Finalmente un maschietto, che però sarebbe morto a due anni.
Un'altra donna si sarebbe lasciata spezzare dal dolore, si sarebbe isolata in casa piangendosi addosso per un marito troppo assente e impegnato (e non solo in affari politici e nello sforzo immane di bonificare delle terre in Friuli, ma anche in varie distrazioni amorose). Non Lucietta che, dovunque la 'collochi' il marito perché crei buoni rapporti sociali secondo come gira il vento della Storia - a Vienna, a Venezia, a Verona, a Parigi, nell'isolamento della tenuta di Alvisopoli - mette radici, frequenta persone, fa amicizie, impara il tedesco, migliora il francese, si interessa di agricoltura, di botanica, di pedagogia.

Lucietta era la "quadrisnonna" dell'autore del libro e forse è anche l'affetto verso qualcuno della propria famiglia, capace di valicare i secoli, che dà un'impronta così 'calda' a questa biografia. O forse è l'immenso tesoro di lettere che Andrea di Robilant ha trovato e da cui può citare, che ci rende così viva e immediata la voce di Lucietta, così priva di artificio, sia quando è un'adolescente innamorata dell'amore ancora prima di incontrare il promesso sposo, sia quando confida le sue pene alla sorella Paolina, o racconta della vita nelle grandi capitali.
E poi il libro di Andrea di Robilant è più che la ricostruzione della vita di Lucia di Mocenigo (bellissimo il particolare del quadro di Angelika Kauffmann in copertina. Ci capita spesso, durante la lettura, di chiudere il libro per riguardarlo): è la storia di Lucia nel tempo di Napoleone.

Con la stessa capacità di incantarci con il suo personaggio, Andrea di Robilant rende appassionante la travagliata Storia del tempo in cui si muovono Alvise e Lucietta, mentre la splendida e orgogliosa Repubblica veneziana diventa una pedina giocata da Austria e Francia, merce di scambio tra imperatori. Senza che quasi ce ne rendiamo conto, Maria Antonietta e Napoleone, la moglie di Napoleone e suo figlio Eugenio, Maria Teresa e l'imperatore Francesco, Talleyrand, Chateaubriand e infine Lord Byron (che affittò per tre anni Casa Mocenigo) calcano la scena, diventano personaggi del romanzo di cui seguiamo le mosse, le battaglie e le sconfitte, mentre la grande ruota del Tempo gira.

Non è facile scrivere una biografia che non sia romanzata, ma storica. Non è facile ridare vita a qualcuno vissuto 200 anni fa e nello stesso tempo rendere attuali le vicende del suo tempo. Andrea di Robilant ci è riuscito."
 
mercoledì 23 agosto
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