LATISANA

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150 anni dell'Unita d'Italia

La sera del 5 maggio 1860, davanti allo scoglio di Quarto, desiderosi di partecipare all'impresa dei "Mille", passo importante per il nascente Regno d'Italia, c'erano poco più di 1000 uomini con la camica rossa (in realtà solo 150 la indossavano, gli altri erano “variovestiti” come li definì Garibaldi), quasi tutti del Nord, pronti ad imbarcarsi per liberare la Sicilia e fare l’Italia.

A Marsala, dopo giorni di navigazione, arrivarono in 1089 e negli elenchi ufficiali dei garibaldini, sono stati registrati anche 22 friulani di cui rimane uno sbiadito  ricordo.

I friulani, tutti giovani, tra i 20 e i 30 anni, appartenevano ad ogni ceto sociale (possidenti, professionisti, studenti, uomini di legge, negozianti, fornai, calzolai, artigiani, ma anche semplici popolani).

In questa giornata in cui l'Italia compie 150 anni li ricordiamo, non in ordine di importanza:

Coriolano Gnesutta, fornaio di Latisana (1839-1887).

Paolo Scarpa, ingegnere, nato a Latisana il 9 luglio 1839 e trasferitosi poi a Bologna dove morì.

Giovanni Battista Cella, laureato in legge, nato il 5 settembre 1837 a Udine (al quale la città ha dedicato un grande piazzale), uno dei soldati più valorosi fra i garibaldini. Morì il 16 novembre 1879.

Francesco Carlutti, orefice, nato a Udine il 1813, morto ad Alba, in Piemonte, nel 1863.

Riccardo Luzzatto, universitario della facoltà di legge, nato nel 1842 e quindi imbarcatosi a soli 18 anni. Sua madre andò da Udine a Quarto per scongiurarlo di non partire ma non riuscì a dissuaderlo. Morì nel 1923 a 81 anni, a Milano dove una lapide lo ricorda così: «Riccardo Luzzatto, dei Mille fanciullo a Quarto, vegliardo sul Grappa, partecipe non testimone ai perigli e alla gloria di due epopee».

Marco Antonini, nato nel 1834 a San Daniele, di professione negoziante, morto a Udine nel 1895.

Emilio Perselli, nato nel 1832, anche lui a San Daniele, indoratore, morto nel paese natale nel 1870, a soli 38 anni.

Alfonso Morgante, avvocato di Tarcento, nato nel 1835.

Valentino Cossio, nato a Talmassons il 13 aprile 1843, morto a Seghebbia sul lago di Como nel 1908.

Cesare Michieli, ingegnere di Campolongo (1838-1889).
 
Luigi Riva, agente di commercio  di Palazzolo dello Stella (1837-1884).

Francesco Zamparo di Tolmezzo (1844-1904), impiegato del dazio consumo.

Enrico Zuzzi, dottore di Codroipo, nato nel 1838.

Francesco Bidischini (o Bideschini), nato a Burnova nel 1835 e morto a Roma nel 1909, di famiglia originaria di Palmanova.

Giovanni Battista Bertossi, ingegnere di Pordenone, nato nel 1840, deceduto a Varazze nel 1861.

Pietro Cristofoli, di San Vito al Tagliamento dove nacque nel 1841, medico chirurgo a Genova.

Enea Ellero, nato nel 1840, avvocato pordenonese.

Antonio Fantuzzi, nato nel 1833, di professione barbiere a Pordenone, morto in un ospedale di Torino nel 1865.

Giuseppe Paulon Stella nato il 3 febbraio 1842 a Barcis, venditore di vino.

Pietro Pezzutti calzolaio di Polcenigo (1837-1890).

Eugenio Sartori, possidente,  nato a Sacile il 15 giugno 1830, l’unico morto in battaglia a Calatafimi «colpito al petto da palla borbonica» il 15 maggio 1860.

Marziano Ciotti, commerciante nato nel 1839 a Gradisca, trasferitosi poi a Montereale Valcellina e morto a Udine nel 1887.


Ricordiamo anche:

Giuseppe Mreule nato a Bruma, frazione di Gradisca che non si imbarcò a Quarto, ma raggiunse la Sicilia autonomamente, abbandonando gli studi e quando tornò al suo paese che allora apparteneva al regno Austro-Ungarico, fu imprigionato per diserzione. Morì nel 1910 a Turriaco.

Leonardo Andervolti di Spilimbergo (1805-1867), comandante della difesa di Osoppo nel 1848. Non partecipò direttamente alla spedizione dei Mille ma fu un nome indimenticabile del Risorgimento friulano.
 
mercoledì 23 agosto
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