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PREMIO LETTERARIO "LATISANA PER IL NORD-EST" - EDIZIONE 2011

La Giuria del Premio Letterario "Latisana per il Nord-Est - Edizione 2011", presieduta da Paolo Maurensig e composta da Gianpaolo Carbonetto, Giuseppe Sciuto, Daniela Di Giusto, Cecilia Scerbanenco, Gianfranco Scialino, Marco Salvador, Luca Furlan, Lauretta Iuretig (Consigliere delegato alla Cultura del Comune di Latisana), in data 24/10/2011 ha decretato il vincitore della XVIII Edizione del Premio Letterario "Latisana per il Nord-Est" nella persona di ANDREA MOLESINI con l'opera "Non tutti i bastardi sono di Vienna", edito da Sellerio.
L'opera ha già ricevuto due prestigiosi riconoscimenti: il Premio Campiello 2011 e il Premio Comisso 2011.

Villa Spada, a un tiro di voce dal Piave, nei giorni della disfatta di Caporetto diventa dimora del comando austriaco e teatro di un dramma romantico e patriottico disteso su un fondo nascosto di miserie. Un apologo malinconico sull'illusione degli eroi.
«Maggiore, la guerra è assassinio, sempre... voi ora volete solo dare un esempio: uccidere dei signori non è come uccidere dei contadini! Negando la grazia voi contribuite... sto dicendo voi, barone von Feilitzsch, perché qui ci siete voi... contribuite a distruggere la civiltà di cui voi ed io... e questo ragazzo... facciamo parte, e la civiltà è più importante del destino degli stessi Asburgo, o dei Savoia».
Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch'esso antico, di reticenza e onore.
Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell'area geografica e nell'arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca.
Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l'andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell'età; la giovane Giulia, procace e un po' folle, con la sua chioma fiammeggiante.
E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa.
La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l'insediamento nella grande casa del comando militare nemico.
Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa.
Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall'impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria.
E resta un senso di basso orizzonte, una claustrofobia, che persiste ironicamente nel contrasto con lo spazio immenso delle operazioni di guerra.
Andrea Molesini è nato e vive a Venezia, insegna all'Università di Padova Letteratura Italiana Contemporanea. Nel campo delle letteratura per l'infanzia è autore di diverse traduzioni, di un saggio sull'Olocausto (Nero latte dell'alba) e di diversi romanzi, racconti e raccolte di poesia.
È uno degli autori per ragazzi più conosciuti e tradotti. Attraverso una scrittura di grande qualità, crea storie piene di ironia, avventura e immaginazione. Nel 1999 ha vinto il Premio Andersenn.

La Giuria ha inoltre deciso di conferire due menzioni speciali alle seguenti opere:

"Il ritratto di Maria" di Raffaella Cargnelutti (Kappa Vu ed.)
Maria è donna di Carnia, con la sua forza e la sua fragilità costretta, come tante altre, ad affrontare in vedovanza non solo le difficoltà del ruolo domestico ma anche di quello sociale.
Donne che già nel '700 con la difficile vita dei cramars e, in tempi più recenti, con il dramma dell'emigrazione, restavano senza i propri uomini.
Un delicato affresco della vita della Carnia, liberamente amministrata sotto la Repubblica di Venezia, quando le Alpi non costituivano un confine ma solo un passaggio geografico fra culture con molti più aspetti di condivisione che non di divisione.
Storia, cultura, tradizioni in un paesaggio ora quasi fiabesco ora terribile nella sua crudezza. Un ritratto che non è solo quello di Maria ma anche quello di un'epoca, di un territorio e di un popolo.
Critica e storica dell'arte, Raffaella Cargnelutti vive a Tolmezzo e lavora al Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali a Villa Manin di Passariano. Dal 1997 a oggi ha curato studi e ricerche storiche su diversi artisti carnici.
"Il ritratto di Maria" è la sua prima esperienza narrativa.


"Via con la corrente" di Amleto Sandrini (Campanotto ed.)
Nelle pagine di tale opera Amleto Sandrini è riuscito a trarre, dal vissuto di un uomo, un vero romanzo in bilico tra il picaresco e il morale.
In questo tempo, popolato da moderni "eroi", assillati perennemente dal desiderio di affermarsi e di emergere, rinunciando persino alla propria dignità per consegnarsi al ridicolo, la figura di Alcide Sepot si erge salvifica come quella dell'antieroe per eccellenza.
Attraverso tutte le vicissitudini della sua vita, egli ha potuto contare su una qualità rara: la virtù filosofica, ed è proprio questa che - come acutamente fa notare l'Autore nelle pagine conclusive - spiega il suo modo di porsi di fronte al destino e illumina di altra luce ogni aspetto della sua tormentata esistenza.
Amleto Sandrini è nato e vive a Cividale del Friuli. Laureato in Medicina e chirurgia, pluri-specializzato in branche chirurgiche, autore di pubblicazioni scientifiche, ha terminato la sua carriera come primario chirurgo dell'ospedale della sua città natale.
Giunto alla pensione ha dedicato parte del suo tempo al volontariato, assieme alla moglie ginecologa Maria Grazia Scavazza, in un ospedale missionario dell'India, contribuendo alla sua realizzazione.
Pubblica periodicamente novelle sulla rivista di cultura friulana "La Panarie" e racconti polizieschi sul mensile "Detective". E' autore dei romanzi "Dal capricorno al cancro" (Firenze Libri), "Ospedale dei Fiori" (La nuova base), "Un caso per l'ispettore Cudicio" (Grafiche Civaschi), "Il placido Isaia Fornaciari" (FULL Editore), "I dossier particolari dell'ispettore Cudicio" (Campanotto), "Faida nelle Valli" (Edizioni Mimosa), "Conte di Alcide Sepot" (Campanotto).

Con il Premio "Latisana per il Nord-Est" l'Amministrazione Comunale intende dare un riconoscimento agli scrittori nati e/o residenti nel Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige a tutti gli autori di opere di narrativa ambientate nelle regioni del Triveneto e che siano state scritte o tradotte in lingua italiana.

La consegna del Premio si terrà domenica 4 dicembre 2011 alle ore 11.00 presso la Sala Consiliare del Municipio.

Questo momento è diventato per la comunità latisanese un'occasione importante per conoscere da vicino gli autori premiati e per ascoltare qualche pagina delle opere vincitrici, una specie di "assaggio" per decidere poi di leggere tutta l'opera. Un'occasione ghiotta quindi per quanti sono appassionati di belle lettere, alla luce degli autori e dei libri che fino ad oggi hanno vinto il Premio, un elenco lungo ben 18 anni di grande letteratura che merita essere ricordato anno per anno.
Se a qualcuno, leggendo queste righe, verrà la curiosità di saperne di più, tutte le opere vincitrici delle precedenti edizioni e molti dei lavori degli scrittori che hanno ricevuto il Premio sono presenti in biblioteca.

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Vincitori opere di narrativa:
-    (1994) Paolo Maurensig vincitore della prima edizione con "La variante di Lüneburg", il romanzo che l'ha fatto conoscere al grande pubblico
-    (1995) Bruno Maier con "L'assente"
-    (1996) Giuliana Morandini con "Giocando a dama con la luna"
-    (1997) Sergio Maldini con "La stazione di Varmo"
-    (1998) Elio Bartolini con "L'infanzia furlana"
-    (1999) Guerrino Ermacora con "Chi ha ucciso il curato di san Martino?"
-    (2000) Carlo Castellaneta con "Tracce dell'anima"
-    (2001) ex aequo Giuseppe Longo con "Avvisi ai naviganti" ed Elvira Dones con "Sole bruciato"
-    (2002) ex aequo Francesco Permunian con "Camminando nell'aria della sera" e Mario Schiavato con "Terra rossa e masiere"
-    (2003) Paolo Rumiz con "E' Oriente"
-    (2004) Giampaolo Rugarli con "La luna di Malcontenta"
-    (2005) Mauro Covacich con "Fiona"
-    (2006) Anna Maria Mori con "Nata in Istria"
-    (2007) Tullio Avoledo con "Breve storia di lunghi tradimenti" e segnalazione a Bruno Zanin con "Nessuno dovrà saperlo"
-    (2008) Boris Pahor con "Necropoli" e segnalazione a Giovanni P. Nimis con "Racconto friulano"
-    (2009) Aldo Barbina con "L'alba sulla città e segnalazione" a Rachele Di Luca con "Il cuore e le sette spade"
-    (2010) Pietro Spirito con "Il bene che resta" e segnalazione a Paolo Malaguti con "Sul Grappa dopo la vittoria"
-    (2011) Andrea Molesini con "Non tutti i bastardi sono di Vienna" e segnalazioni a Raffaella Cargnelutti con "Il ritratto di Maria" e ad Amleto Sandrini con "Via con la corrente"

Vincitori "Premio Speciale del Comune di Latisana":
-    (1994) Fabia Peschitz Amodio
-    (1995) Antonio De Lorenzi, premio alla memoria
-    (1996) Gina Marpillero
-    (1997) ex aequo Novella Cantarutti e Manlio Cecovini
-    (1998) Andreina Nicoloso Ciceri
-    (1999) Fulvio Tomizza, premio alla memoria

Vincitori sezione "A. De Lorenzi" - tesi di laurea:
-    (1996) Sabrina Francesconi con la tesi "La produzione giovanile inedita di Scipio Slataper" - Università di Trieste
-    (1997) Lucia Rocco con la tesi "G. Acerbi viaggiatore. Le diverse edizioni del Viaggio a Capo nord"- Università di Trieste
-    (1998) Giovanni Luca D'Este con la tesi "La memorialistica garibaldina e il 1862. Itinerario storico-letterario" - Università di Trieste.
 
mercoledì 23 agosto
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