LATISANA

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Intervista a Ugo Rassatti dal Gazzettino

Il candidato Sindaco Ugo Rassatti, staccatosi dal gruppo del centrosinistra ufficiale di Latisana, poco prima della scadenza della presentazione delle liste, che quindi corre da solo per la poltrona di primo cittadino sostenuto dalla lista civica "Lista Rassatti", a Latisana è piuttosto conosciuto, e di lui e con lui, nei bar si parla ma non si muove sui media e sul web e quindi non riceviamo suoi comunicati stampa.

Per par condicio con gli altri candidati, cui abbiamo dato e diamo spazio, riportiamo integralmente una sua intervista apparsa sul Gazzettino, circa  una settimana fa.

"Perché una lista all'ultimo minuto?
Perché alla fine il mio gruppo non mi ha voluto. La verità? Mi hanno buttato fuori e di questo ho sofferto. Mi è stato detto che candidandomi consigliere avrei portato via il posto a un giovane perché, in occasione delle elezioni comunali di Latisana, ho sempre raccolto un gran numero di preferenze. Anche questa volta sarebbe stato così. Così, alla fine, ho deciso di fare una mia lista, da solo. Sono stato corteggiato da altri schieramenti; mi è stato rivolto fino all'ultimo l'invito a revocare la mia lista. Ma non l'ho fatto perché, dopo tanti anni di impegno, mi sono stufato di fare sempre quello che tira il carretto e cui non viene riconosciuto nulla.
In poche ore non è semplice raccogliere le firme necessarie. Come c'è riuscito?
È stato semplice perché a Latisana c'è molta gente che mi vuole bene e mi apprezza per quello che ho fatto nei decenni per la comunità. In tanti, così, hanno firmato subito e, nonostante un problema di timbri stampati all'incontrario, la "Lista Rassatti" è stata depositata rispettando i tempi.
Cosa caratterizza questa civica, novità assoluta per Latisana?
Le persone che ne fanno parte sono state scelte col solo criterio del valore umano. Nella "Lista Rassatti", infatti, ho cercato di inserire compagni che hanno fatto molto per la nostra cittadina, che hanno lavorato per decenni nell'ombra, senza mai ottenere il giusto merito. Forse per non averlo neanche mai chiesto. E che adesso, anziani, sono stati in un certo senso emarginati. Ma ci sono anche ragazzi molto giovani, di 23 e 20 anni, che possono apportate tante idee nuove da affiancare a quelle di chi ha maturato tanta esperienza. Non sono certo alla ricerca di colletti bianchi, di gente che parla e non fa. Per me valgono le persone laboriose, di buona volontà, che non badano al profitto personale. Non cerco e non voglio, per i miei candidati, per la politica locale e per la comunità di Latisana, conflitti né lotte.
Qual è il suo programma?
È semplice e chiaro e a Latisana lo conoscono tutti. È lo stesso di cui parlo da anni. Bisogna risolvere il nodo della 354, della viabilità che è intasata, del Tagliamento. Ci sono problemi di salute pubblica da affrontare come quello, per far solo un esempio, dell'antenna di telefonia mobile sulla Casa dei fanciulli. Il bilancio non deve essere un libro dei sogni ma un documento concreto, vero. Non la solita tiritera impossibile da realizzare.
Pensa di poter vincere le elezioni?
Non credo ma non è escluso che questa strana competizione che si è creata non porti un outsider a conquistare la poltrona di primo cittadino. Non miro a diventare sindaco ma vorrei entrare in consiglio comunale perché credo che una persona come me può portare tanta saggezza. Non mi sento affatto vecchio e spero che i cittadini di Latisana vogliano darmi il loro voto perché li rappresenti in assemblea civica.
Come sta conducendo la sua campagna elettorale?
Non faccio e non ho mai fatto incontri pubblici programmati. Vado al bar e, quando entro, con le mie parole e la mia sola presenza innesco subito delle discussioni con la gente, quella vera, di Latisana. Agli incontri elettorali che fanno gli altri ci vanno sono gli iscritti alle liste. Non servono a niente."
 
lunedì 21 agosto
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