Forum su Latisana - le opinioni ai cittadini

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"Maggiore Generale Carlo Alberto Radaelli... dalla nostra bacheca di Facebook"


lapide del Maggiore Generale Carlo Alberto Radaelli Ecco come appare oggi, 17 marzo 2011, la lapide del Maggiore Generale Carlo Alberto Radaelli le cui spoglie Latisana ha il non meritato onore di ospitare nel proprio cimitero.
Il Generale Carlo Alberto Radaelli fu tra i protagonisti del nostro Risorgimento, combatté per la liberazione di Venezia e partecipò alle sommosse di varie città italiane, attraversò l’Italia fino a Palermo, partecipò, poi, alla presa di Roma del 1870. A Latisana una via, da tempo, porta il suo illustre nome.
Nel giorno solenne della commemorazione, della festa , dell’esplosione dell’orgoglio nazionale, nei giorni in cui i fautori del Risorgimento Italiano risplendono di meritata luce, citati ed onorati, il “Nostro” Generale riposa dimenticato presso il cimitero di Latisana, senza che alcuno dell’amministrazione comunale, a nome di tutti, abbia posto un mazzo di fiori freschi o una coccardina tricolore.
Nicoletta Anastasia


"Casse di espansione ... riflessioni di un non latisanese"


... Il tema delle "casse di espansione" è da alcuni giorni che è tornato a ronzare nella mia testa perché pare sia una soluzione amata da alcune persone anche qui in Friuli. Per cercare di farmi capire comincio da questa immagine di google maps.
Tagliamento vista da Google Maps Se la osservate bene si vedono sulla sinistra un "V" formata dai torrenti meduna e cellina e sulla destra una striscia che è il Tagliamento. Io abito abbastanza vicino a quella striscia, che si distingue bene perché l'alveo ha un ampiezza di circa un chilometro.
A un certo punto la striscia scompare, avvicininandosi verso il mare il tagliamento cambia completamente aspetto e si "compatta".
Non molto lontano dalla foce il Tagliamento ha avuto la pessima idea di passare attaccato a un paese chiamato Latisana, dove per difendersi dalle alluvioni hanno eretto alti argini (magari si erano dimenticati di fare anche i ponti sufficentemente alti, tant'è che con un intervento unico hanno inserito dei martinetti idraulici sotto il ponte della ferrovia per sollevarlo in caso di necessità).
Negli anni '65 e '66 vi sono state a Latisana due disastrose alluvioni, dovute all'esondazione del Tagliamento.
Ogni volta che piove tanto il Tagliamento si "ingrossa" e ogni volta i cittadini di Latisana si preoccupano e ogni volta al giornale radio regionale si riporta questa preoccupazione.
Da 50 anni si dibatte su questo problema e anziché pensare ad implementare la soluzione più elementare, cioè fare spazio al tagliamento affinché possa arrivare al mare comodamente la soluzione che si prospetta è la stessa che pare essere molto amata dal professore ospite stamattina di Alessandro Milan: casse di espansione in calcestruzzo.
Ovvero, vorrebbero devastare una ampia area non distante anche da casa mia per trasformarla in una gigantesca jacuzzi al servizio dei cittadini di Latisana che amano il Tagliamento al punto da aver continuato a colonizzarne gli argini e le immediate vicinanze, ma al tempo stesso lo temono (giustamente direi).
La mia idea è che come soluzione sia utile solo ai venditori di cemento, una assurdità.
Tant'è che lui stesso, cercando di accusare i "verdi" di aver intralciato i piani di prevenzione, ha fatto un esempio che ricalca la sua posizione: "come se in montagna, per proteggere i tetti dal peso della neve anziché fare i tetti più spioventi si volesse impedire che nevichi".
E' lui che pensa che la soluzione all'esondazione di un fiume non sia dargli spazio perché l'acqua scorre ma fare una bella vasca di calcestruzzo a monte. ...


"Biomasse a Latisana: si continua a parlarne."


Qualche tempo fa è stata pubblicata sul sito del Gazzettino una lettera intitolata "Si avvicinano le elezioni e torna di moda la centrale a biomasse promessa e mai realizzata".

Nella lettera, a parte menzionare l'odore di elezioni che si comincia a respirare a Latisana, si parla della centrale a biomasse, un progetto che riguardava la costruzione di una centrale che doveva produrre elettricità e calore, da cedere all'ospedale e alla casa di riposo che l'attuale maggioranza aveva perfino inserito fra i punti del suo programma.

Negli anni, continua la lettera, cambiarono i progetti, i luoghi, le tipologie d'impianto, i soci, tutto nel completo silenzio nei confronti della cittadinanza, tanto che la questione sembrava essere quasi accantonata ma qualche tempo fa si è ricominciato a parlarne ed in particolare nella rivista di informazione comunale di marzo sono state presentate le caratteristiche più importanti del progetto:

  • la presenza del Comune, a garanzia dei controlli;
  • la presenza dei coltivatori diretti, tramite una cooperativa per fornire la biomassa;
  • la presenza di un importante imprenditore a garanzia di serietà e professionalità: la famiglia Marzotto.

Il comune cittadino di Latisana è venuto così a conoscenza che tra qualche tempo si inizierà la costruzione della centrale a biomasse, gestita da una società mista, La Tisana Power facente capo al Comune, una cooperativa di coltivatori ed un investitore privato.

A parte il peso dell'impianto in termini economici e sociali (visto l'impiego di denaro e beni pubblici), non si hanno notizie certe sulle dimensioni dello stesso, che negli anni si è ridotto, passando dagli 80 mw del progetto iniziale, a 35 mw, per poi ridursi ulteriormente a 18-20, fino forse a toccare il valore di 2,8 mw.
Per quanto riguarda invece la tipologia dell’impianto, qualche anno fa c'era l’idea di realizzare un sito di produzione di biocombustibili (biodiesel, bioetanolo), si è poi passati all’idea di una centrale di cogenerazione (produzione di energia elettrica e termica contemporanee), per poi finire su una centrale di sola produzione elettrica, con rendimenti di conversione energetica pari circa al 35-40% (per cui il rimanente 60-65% di energia trasformata viene sprecato).
Altro aspetto sconosciuto è il tipo di combustibile utilizzato (di derivazione residuale o esclusivamente da colture dedicate ?).

Chi ha scritto la lettera giustamente si chiede anche: quale sarà il ruolo dei soggetti che interverranno nel progetto e quali vantaggi ne ricaveranno ?

Rimaniamo in attesa di maggiori informazioni al riguardo nell'ottica di una giusta informazione e trasparenza nei confronti dei cittadini di Latisana.


"Biomasse a Latisana: piccolo e grande problema."


Paludo Via Damiano Chiesa Parlare di biomasse a Latisana significa affrontare un duplice aspetto, quello industriale per la produzione di energia elettrica e quello privato, da giardino e da orto.
Mettiamo ordine: molti anni fa a Latisana venne presentato un mega progetto che coinvolgeva tutta l’agricoltura della Bassa friulana, il set-aside finanziato dall’U.E. e le nuove coltura a grande produzione fibrosa.
Il progetto era per circa 80 megawatt e trovò molte resistenza, soprattutto per il problema degli investitori ed anche a quello del trasporto delle migliaia di tonnellate di materia prima da bruciare.
cassonetto a Paludo Via Damiano Chiesa Da bruciare, perché è chiaro che un impianto a biomasse altro non fa che bruciare erba, rami, piante, eccetera eccetera.
Su questo eccetera si scatenarono gli ambientalisti e il progetto venne accantonato.
Da qualche anno se ne riparla con la costituzione della Tisana Power Srl, partecipata del Comune, che dovrebbe trovare posto nella ex discarica di Paludo, sulla direttrice verso Lignano Sabbiadoro, a pochi chilometri dalla Laguna di Marano e dal Fiume Stella.
La produzione di energia elettrica, ben remunerata dallo Stato, pareva prevista sui 40 megawatt, poi scesi a quote più basse, sui 15 MW e c’è chi dice addirittura 3 o 4 MW.
cassonetto a Paludo Via Damiano Chiesa Il progetto definitivo non è del tutto noto e dovrebbe essere fermo alla Provincia per le autorizzazioni ambientali.
Discorso diverso invece per le piccole biomasse: nelle foto potete vedere i cassonetti di Paludo, Via Damiano Chiesa, stracolmi di erba, rami, arbusti, cespugli e tutto quanto viene prodotto dai giardini e dagli orti che circondano le case.
Non siamo a Milano e quindi il verde è molto diffuso e, naturalmente, produce un volume enorme di scarti, sfalci, potature e residui, che puntualmente vanno a finire nei cassonetti.
Proibito? Permesso? Il problema riguarda migliaia di cittadini e certo non si può chiedere a tutti di caricare erba e rami in auto e portarti al magazzino comunale. Faremo delle mini centrali a biomasse?
O forse semplicemente andremo avanti cosi, con buona pace del C.S.R che svuota comunque i cassonetti.


"Due osservazioni sulle non presenze di Latisana."


Il Comune di Latisana, che amo e nel quale vivo benissimo, a parer mio sta sempre più scivolando su una china pericolosa, fatta di mancanza di idee e di cattiva realizzazione di quelle poche avute o copiate, dagli amministratori pubblici locali.
La ex-ex-ex “capitale della Bassa friulana” si trova ora costretta a rincorrere paesi come San Giorgio di Nogaro e Cervignano del Friuli che la stanno (l’hanno) surclassando in tutti gli ambiti, ed ovviamente anche in quelli economici.
Anche il nome “Bassa friulana” verrà quanto prima soppiantato da quello di “Riviera Friulana” e ovviamente è partita la competizione per definirne la capitale morale, che a mio avviso andrà a Cervignano del Friuli.
Sapori Pro Loco Perché dico questo? Parto da due non presenze: quella di Latisana a Sapori di Pro Loco, la più importante e bella manifestazione enogastronomica del Friuli dove erano presenti Teor e Precenicco ma non Latisana, e la assenza di Latisana in un progetto simile a quello che si chiama “Terre di Aquileia”.
Partiamo dal primo: già l’anno scorso avevo sottolineato l’assenza di Latisana dalla kermesse che vede ben 36 pro loco esporre le loro eccellenza a Villa Manin, e se Latisana anni fa ha partorito e lasciato morire La Strada Vino e Sapori (che …pochezza di segnaletica e pessimo uso del territorio) significa che ha sbagliato investimento allora, o non sa gestire la situazione oggi.
Secondo ragionamento: Sabato 29 maggio a Cervignano verrà in qualche modo presentato il marchio “Terre di Aquileia” che ricalca l’idea di Vino e Sapori, sfrutta la esistente (unica in regione) Strada del Vino di Aquileia ed ovviamente sfrutta il movimento turistico legato a Grado.
Il marchio Terre di Aquileia è una bella idea, ma l’idea non basta: ora lo stanno promuovendo e spingendo e, grazie anche al fatto che l’assessore provinciale abita lì, vedrete che decollerà e presto anche, assieme al nome Riviera Friulana.
Latisana però ha dalla sua il casello autostradale che vomita migliaia di auto ogni giorno verso Bibione e verso Lignano Sabbiadoro eppure non è in grado di intercettare questo flusso economico offrendo idee, progetti, prodotti, occasioni e manifestazioni degne del terzo millennio.
Su questo io, se fossi candidato Sindaco, punterei per il mandato del prossimo quinquennio.


"Parcheggio ex distributore: i tempi si allungano."


Latisana, parcheggio, via sottopovolo E' praticamente impossibile che vengano rispettati i tempi scanditi per la chiusura dei lavori del nuovo parcheggio di Via Sottopovolo, nell’area prima occupata da un distributore di carburante e sottoposta a pesante e forse eccessiva bonifica, e ora in fase di pavimentazione.
Il cartello posto a ridosso dell’argine indica come fine lavori la data del 15 giugno 2010: manca meno di un mese ed è sicuro che i tempi si allungheranno.
Latisana, futuro parcheggio, via sottopovolo, cartello La causa è certamente da attribuire alle crepe rilevate nella struttura arginale, ma è prassi super consolidata che nei lavori pubblici esiste sempre un contrattempo o un imprevisto capace di allungare i tempi e, a volte, aumentare i costi.
Quando saranno resi disponibili, i circa 30 posti auto potrebbero portare due vantaggi: dare impulso economico alle attività di Via Sottopovolo, penalizzate da una mancata attrazione sui fruitori della piazza, portare alla chiusura definitiva di Piazza Indipendenza, come ventilato da anni e condizionata al reperimento di parcheggi che ora, dopo l’ex Morassutti e ora l’ex distributore, sono appunto stati trovati.
Ci vuole una precisa volontà politica e una inversione di tendenza, altrimenti il commercio farà fatica a decollare.
A proposito: nella centralissima Piazza Garibaldi chiude un’altra attività. Preoccupante.


"Ospedale di Latisana: una realtà da difendere."


Latisana, ospedale civile Stamattina sono andato in ospedale a Latisana, per problemi di un congiunto, e come al solito ho molto apprezzato il fatto di avere una struttura cosi importante a pochi minuti da casa, che contribuisce, oltre a generare un tot di posti di lavoro fondamentali per l’economia della zona, anche a rendere migliore la nostra vita, nostra e dei molti turisti delle vicine Lignano Sabbiadoro e Bibione.
Come tutte le mattine ho fatto fatica a parcheggiare, come tutte le mattine c’era la solita ressa al C.U.P. e al Laboratorio Analisi, come tutte le mattine i corridoi dei vari reparti erano percorsi da pazienti, degenti, medici e infermieri: un laborioso formicaio pulito e ordinato, e di buona qualità almeno a sentire chi lo frequenta.
Latisana, ospedale civile, cup Dopo aver sbrigato le incombenze personali, sono andato a colloquio con il Dr. Daniele Trentin, Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Latisana, ASS n° 5; colloquio normale, per capire se c’erano problemi o novità.
A parte le solite voci, che si rincorrono da anni sul dualismo Latisana – Palmanova (Palmanova attaccata a Udine, Latisana vicina al Veneto e alle spiagge) e che di anno in anno danno per preferita ora l’una, ora l’altra struttura, Trentin non ha dato nessuna notizia brutta, anzi.
I recenti lavori di ampliamento del nosocomio, diventati famosi per le note vicende sui traffici di scorie, e il potenziamento logistico sembrano allontanare tutti gli spettri di indebolimento dell’ospedale, anche se alcune voci oggi puntano il dito sui reparti Ostetricia e Ginecologia.
Trentin ci ha assicurato che verremo informati di ogni novità e, a parte il solito calo delle presenze estive legate alle ferie, non avrebbe alla vista nessun altro problema.
Antenne dritte e orecchie aperte: l’Ospedale di Latisana non si tocca!


"Salta il terzo mandato: chi al posto della Sindaca Micaela Sette nel 2011?"


L’intervista di ieri al Tg3 del Presidente della Regione Renzo Tondo pare abbia messo una pietra tombale sul terzo mandato, avversato dalla Lega e anche da una parte del PdL.
Si aprono quindi i giochi a Latisana per l’elezione a Sindaco del maggio 2011, dato che l’attuale primo cittadino, appunto Micaela Sette, ha già fatto due mandati.
Latisana, Micaela Sette, sindaco A Latisana il PdL con la Lega Nord viaggia su cifre stratosferiche, dal 60 al 70% dei voti e quindi la partita si gioca sicuramente dentro il centro destra.
Improbabile che tocchi proprio alla Lega esprimere un candidato, perché il partito di Bossi non ha saputo esprimere negli ultimi 10 anni un personaggio di caratura provinciale e capace di catalizzare il consenso di molti. Sarà quindi scelto dalla attuale coalizione il futuro sindaco, maschio probabilmente e la Sette forse si ritaglierà il ruolo di Presidente del Consiglio, per mantenere quella visibilità adatta a future elezioni provinciali, regionali e nazionali.
Stiamo ovviamente facendo fanta politica, ma tanto……non è che costi molto!
Se la scelta del candidato avverrà all’interno del gruppo che controlla il Pdl, azzardo due nomi: o l’attuale assessore Salvatore Benigno, che pur essendosi avvicinato alla politica grazie a Tesini (PD) si è dimostrato fedele alla Sindaca, oppure il ritorno di Danilo Moretti, già Sindaco e già Parlamentare e ora parcheggiato una fila dietro a Micaela Sette.
Altri nomi la nomenclatura non dovrebbe farne, almeno credo, mentre tutt’altra situazione potrebbe presentarsi qualora il PdL andasse a una sorta di primarie, coinvolgendo gli iscritti: allora le cose potrebbero cambiare.
Le prime mosse si faranno a fine estate, anche se qualcuno sta gia scaldando i motori e facendo tessere: non si sa mai!


Latisana negozi aperti e chiusi in centro storico."


Latisana, oratorio Maria Gaspari chiuso Qualche settimana fa l’assessore al Commercio del Comune di Latisana Milo Geremia, rilasciò una intervista molto ottimistica e positiva, che irritò non poco i commercianti di Via Sottopovolo e Piero Nici che scrissero una lettera al giornale, e anche l’Ascom mandamentale, che per bocca di molti iscritti manifestò perplessità sulla rosea realtà dipinta dall’assessore, che cozzava coi 25- 30 cartelli vendesi e affittasi riscontrabili nel capoluogo.
Latisana, oratorio Maria Gaspari chiuso Parliamo quindi anche oggi di commercio, altro non si può fare dato che di turismo parleremo il 22, all’inaugurazione della stagione di Aprilia Marittima, e di agricoltura parleremo non appena il vino di Latisana verrà decantato in qualche occasione. Fare un giro nella piazza significa scontrarsi con la dura realtà della crisi, mondiale e locale, che ha fatto abbassare le saracinesche di attività storiche e non, famose e non, ma ha anche dato l’opportunità di aprire nuove attività e si deve dar atto al coraggio di chi in questo periodo ha voluto fare uno sforzo nella nostra cittadina.
Latisana, oratorio Maria Gaspari chiuso Alterniamo quindi osservazioni e valutazioni belle e brutte: partiamo da quelle belle: nuova gestione con facce simpatiche e giovani da “Il Gelatiere”, di Piazza Caduti della Julia, nuova gestione guidata da Francesca e Ivan, rispettivamente di Portogruaro e Castions di Strada, sabato molta gente all’inaugurazione, auguri.
In Galleria Mauro aprirà a giorni il nuovo Stick House, ovvero il gelato artigianale, attività simile e ottima per il periodo estivo e così la centrale galleria troverà nuovo lustro e colore.
Latisana, oratorio Maria Gaspari chiuso Per le note dolenti invece abbiamo scelto tre situazioni: l’ex negozio di Caineri, storica insegna di Via Vittorio Veneto, diviso in due e doppiamente chiuso; poi l’ex Soreli, bar enoteca, dalle svariate gestioni e chiusa da pochissimi giorni dopo un travagliato periodo invernale, ed infine l’immagine simbolo della situazione latisanese.
Latisana, oratorio Maria Gaspari chiuso Siamo in Piazza Indipendenza e c’è la palazzina ex M. Colonna, che è chiusa da anni e oltre al piano terra commerciale, ha anche due piani di possibile abitazione: il fatto che da anni sia senza progetti e senza investitori può voler dire due cose, o che il prezzo di vendita è troppo alto, oppure che gli investitori hanno valutato poco interessante la Piazza di Latisana, proprio la Piazza, quella centrale.
Meditate amministratori, meditate.


"L’Oratorio: una brutta storia senza la parola fine."


Sono alcuni mesi che l’Oratorio Maria Gaspari di Latisana è chiuso.
Il cartello sulla porta non spiega i motivi, ma sancisce solo quello che è davanti agli occhi (preoccupati) di tutti: il centro di aggregazione storico del capoluogo è chiuso, e non si sa ancora per quanto tempo; le aperture sono solo sporadiche e in presenza di adulti e gruppi organizzati.
Latisana, oratorio Maria Gaspari chiuso Poco rilievo sulla stampa locale, scarso interesse da parte delle istituzioni, il problema è invece vissuto diversamente dai genitori, che manifestano disagio per i motivi che, sussurrati e mai dichiarati ufficialmente, hanno indotto la curia e Don Carlo Fant come responsabile, a chiudere questa attività in funzione da…50 anni? …forse anche più.
La causa di questa chiusura pare sia da attribuire alle continue e sempre più gravi intemperanze che alcuni ragazzi mettevano in pratica tra di loro e anche verso quelli più piccoli, una sorta di baby gang, di bullismo ai confini di atti illegali.
Una violenza forse solo verbale ma anche promessa o minacciata, che rendeva la vita all’interno dell’Oratorio difficile da gestire e da controllare.
Una convivenza resa difficile ancora di più dalla differente etnia dei ragazzi, molti dei quali extra comunitari e di problematica integrazione, forse nemmeno voluta.
Ora si sta lavorando per attuare una sorta di controllo o un regolamento o un diverso approccio alla struttura: l’auspicio di tutti è che l’Oratorio torni a essere quello che è sempre stato per diverse generazioni: un punto di incontro positivo e sereno, con il bullismo escluso e bandito da quei locali storici.


"Il commercio latisanese a una svolta?"


ex Casa del Caffe, ora Punto Pausa in Piazza Garibaldi a Latisana Ci sono sintomi, in medicina, che fanno capire come sia in arrivo una malattia, ci sono segnali, nella vita pubblica, che dicono come si stia orientando una cittadina.
Stiamo parlando di Commercio e di Centro Storico di Latisana, e lo spunto ci viene dato dalla imminente apertura di un “Punto Pausa” nella centralissima Piazza Garibaldi, dove per anni ha funzionato la Casa del Caffè.
Una premessa doverosa: complimenti all’imprenditore che ha voluto investire su Latisana e i migliori auguri di una ottima riuscita commerciale della sua iniziativa, guai se mancassero gli investitori, sarebbe la fine.
Ma c’è un ma, o un però se volete: se in un centro storico, nella sua parte più trafficata, apre un punto dove ci saranno solo macchinette e distributori automatici, con prodotti confezionati e subito pronti, un po’ come nelle sale d’attesa degli ospedali o nei servizi delle grandi fabbriche, forse allora il sintomo è quello di una grave malattia e il segnale è quello della fine del centro storico inteso come luogo di shopping e passeggiata.
Già il centro di Latisana con una dozzina di banche al piano terra e una dozzina di agenzie immobiliari con fotografie sulle vetrine, offre poco, già è molto più stimolante oggi andare nelle vicine Portogruaro e Cervignano, e se la scelta è quella dei distributori automatici occorre una approfondita riflessione.
Faccio una proposta: il prossimo anno si vota: il nuovo Sindaco (o Sindaca) tenga per sé la delega al Commercio, sarebbe un segnale forte di attenzione per il futuro e preoccupazione per il presente. Auguri.


"Caserma Radaelli: finalmente si parte coi lavori! Finalmente?"


ex caserma Radaelli a Latisana Dopo anni e anni di discussioni e polemiche, soldi spesi per progetti vecchi, abbandonati e nuovi, pare molte decine di migliaia di euro, sembra davvero la volta buona.
Sta per decollare l’operazione di rifacimento della Caserma Radaelli di Via Marconi, da decenni rifugio di topi e colombi, e ora destinata a diventare Centro di Servizi per la Nautica, con tanto di vela come simbolo sulla facciata.
La nautica a Latisana ha un valore economico e turistico enorme, si pensi alle darsene di Aprilia Marittima e quelle vicine di Lignano Sabbiadoro; le migliaia di barche ferme in acqua e a terra a ridosso della spiaggia, creano un consistente volume d’affari, soprattutto con i ricchi mercati dell’Austria, della Germania e dell’Olanda.
Puntare sulla nautica, come recentemente è stato fatto sia dagli artigiani, sia dagli operatori turistici ed investitori, sia da Friuli Venezia Giulia Strade che realizzerà una rotonda al servizio di Aprilia Marittima, appare conveniente e molto giusto.
Quello che capiamo meno è realizzare un luogo dai contenuti ancora vaghi, così lontani dall’acqua: meglio era farlo vicino alle barche, il Centro Servizi per la Nautica ma così è stato deciso.
Per i contenuti della riqualificazione, rimandiamo al questo dettagliato articolo: www.latisana.com/archivio/caserma-radaelli-centro-nautica.pdf
Ma una domanda ci corre l’obbligo di farla: Con i tempi economicamente difficili e la crisi di soldi delle Amministrazioni Pubbliche, non era meglio fare una cosa con i soldi dei privati?


"Il Fiume Tagliamento, il più studiato del Mondo, ora ha una nuova Commissione!"


fiume Tagliamento a Latisana E’ stata approvata dalla Regione Friuli Venezia Giulia l’istituzione di una nuova Commissione per studiare ancora le possibili soluzioni da adottare per mettere in sicurezza il Fiume Tagliamento e proteggere Latisana e la Bassa friulana dal rischio esondazioni.
Si chiama “Laboratorio Tagliamento” e giunge oggi dopo oltre 40 anni dalle alluvioni del ’65 e ’66 e dopo almeno, che io ricordi, una dozzina di altre Commissioni.
Quando non si vuole decidere - dicevano i politici della vecchia Democrazia Cristiana - conviene fare una Commissione, e questa pare proprio essere la strada imboccata dall’assessore Elio De Anna che evidentemente ritiene queste dieci persone che formeranno la Commissione siano più titolate dei vari esperti che hanno emesso numerose sentenze sulle possibili soluzioni già sul tavolo: dalla diga alle casse di espansione, dalla sistemazione a monte a quelle a valle ed infine alla recente ipotesi del ponte con paratie, di cui noi abbiamo già parlato proprio qui.
Alcuni giorni fa il Comune di Latisana aveva speso 4.000 euro per fare due pagine a pagamento sul Messaggero Veneto, dove appunto sollecitava una soluzione sulla annosa questione.
La soluzione dalla Regione è arrivata, si chiama Commissione.


"Commercio in ripresa? Speriamo!"


centro estetico elisir a Paludo di Latisana Inaugurata a Paludo di Latisana sabato 24 aprile 2010 una nuova attività: si tratta del Centro Estetico Elisir, di Serafina Maglione e Jessica Braida, che da San Vito al Tagliamento e da Portogruaro sono venute qui a Paludo con una scommessa commerciale degna di nota e dei migliori auguri.
Dopo le recenti polemiche sulla carta stampata, con le rassicurazioni dell’Assessore al Commercio del Comune di Latisana Milo Geremia, che elogiava il profilo emporiale di Latisana, e le risposte meno positive dei vari commercianti, uno dei quali, Piero Nici, aveva anche stilato un lungo esempio di 25 negozi o chiusi o con il cartello affittasi, ora arriva questa inaugurazione, che segnaliamo come luce in fondo al tunnel della crisi.
centro estetico elisir a Paludo di Latisana Solarium, manicure, pedicure, ricostruzione unghie, epilazione, trattamenti viso e corpo, massaggi, bagno di vapore e trucco giorno-sera-sposa, sono alcuni dei servizi che troverete in Via Tisanella al 162.
Nelle foto esterno ed interno di Elisir: auguri Latisana!


"Lavori al termine sull’argine di Latisana"


anfiteatro del Parco Gaspari a Latisana Per chi ama fare delle passeggiate all’aria aperta, l’argine di Latisana rappresenta senza dubbio uno dei posti più belli e paesaggistici della zona.
Ultimamente molti lavori sono stati fatti e vorrei oggi richiamare l’attenzione specialmente su due zone: quella dietro il campo sportivo e quella del Parco Gaspari.
Come si vede nella foto, ora c'è un grandissimo spazio tra l’argine e la strada che corre sotto e collega Latisanotta al capoluogo, e questo spazio è stato gia seminato e sono state piantate delle essenze arboree, e verrà senza dubbio un bel posto.
argine a Latisanotta in zona campo sportivo Abbiamo anche visto un accenno di passeggiata con ghiaia, però la stessa non essendo compattata è poco adatta per le biciclette, peccato.
C’è da augurarsi poi che magari trovino posto anche dei parcheggi in modo da arrivare finalmente alla chiusura di Piazza Indipendenza con dei posti auto a pochi minuti dal centro, adatti quindi a chi lavora in zona e lascia l’auto in sosta per molte ore.
Cosi facendo si potrebbe dare seguito quindi a quella intelligente ordinanza del comandante della Polizia Comunale, revocata immediatamente dal Sindaco, che sanciva il divieto di sosta fino alle ore 9.00 nel centro e che impediva cosi di occupare posti auto per ore e ore senza vantaggio per commercianti ed esercenti.
Ora questa soluzione diventerebbe più fattibile.
Ultima osservazione sul Parco Gaspari: mi pare una bella idea l'arena per spettacoli ricavata sull’argine; ora spero che nelle due manifestazioni principali, Settembre DOC e San Martino, questo spazio venga sapientemente utilizzato.
Bello il Parco in centro città, pochi lo hanno, usiamolo.


"La pista ciclabile: una bella idea"


argine a Sabbionera verso Latisana Che differenza c’è tra il Friuli e il Veneto? Mille ce ne sono ovviamente, ma oggi voglio puntare il dito sulle piste ciclabili e sugli argini dei fiumi.
Se fate caso, e andate, per esempio, da Ponte di Piave a Jesolo, da San Stino a Caorle, da Portogruaro a Sindacale, da Treviso a Quarto d’Altino, solo per fare alcuni esempi, San Michele al Tagliamento pista ciclabile troverete sugli argini dei fiumi delle strade, anche strade importantissime tipo quella che porta a Jesolo. Dalle nostre parti nulla o quasi;l’utilizzo delle sommità arginali risale a decenni fa e viene vissuto senza problemi da tutti e accettato da tutti. La mia proposta è di usare l’argine del Fiume Tagliamento, doppia sponda friulana e veneta, per collegare il medio Friuli alle spiagge di Lignano Sabbiadoro e Bibione.
Dalla parte veneta qualcosa si è fatto e, come si vede nella foto, il fondo è stato compattato e reso percorribile; dalle nostre parti nulla, e il turismo del futuro chiama proprio a questo tipo di investimenti.
Speriamo che le varie realtà economiche poste lungo il fiume facciano pressione su chi di dovere.


"In caso di montana, meglio il Veneto"


Sabbionera di Latisana rami e arbusti sulla sponda del Tagliamento Le spiagge di Lignano Sabbiadoro e di Bibione soffrono ogni autunno dei problemi del vento di Libeccio e di quelli derivanti dalle piene del fiume Tagliamento, che erode gli argini e scarica sulle spiagge tonnellate di alberi e rami e legname vario, che ovviamente deve essere asportato e la sabbia poi setacciata.
Ma certi danni possono essere causati anche dall’uomo, ovvero dai tempi lenti e sbagliati delle sue azioni. Vediamo ad esempio i lavori di rafforzamento degli argini a Latisana, iniziati nei primi mesi del 2009, e di pulitura delle golene a San Michele al Tagliamento, sponda veneta, esattamente uno di fronte all’altro.
San Michele al Tagliamento sponda del fiume pulita Nella foto fatta a Latisana possiamo vedere enormi cumuli di rami e legna che sono il risultato dell’abbattimento degli alberi, e dopo aver portato via i tronchi, sono stati lasciati lì come ramaglie.
Alla prossima piena del fiume, tutta quella legna ce la troviamo poi a Lignano Riviera e a Bibione Spiaggia.
Diverso è il lavoro fatto dall’altra parte del fiume, e nella foto si vede la bella opera di pulizia che è stata fatta nel Veneto.
Gli operatori delle spiagge a sud di Latisana magari preferirebbero lavori sempre cosi ordinati.


"A Latisana finalmente si vota"


via Tisanella a Paludo latisana Il prossimo anno si andrà a votare a Latisana per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale: finalmente possiamo dire.
Ma non lo dico per protesta o insoddisfazione o auspicio o altro: solo per mero calcolo opportunistico: si vota e quindi via ai lavori di manutenzione e maquillage della cittadina.
Lo so che i politici diranno che sono solo coincidenze, solo il raggiungimento di obiettivi, il completamento di iter burocratici ecc.ecc. a me poco importa: io so per certo che da sempre, all’avvicinarsi delle votazioni si asfaltano strade, si sistemano marciapiedi, si potenziano impianti di illuminazione, insomma si fanno tutti quei lavori attesi per anni e che sono ben accetti dagli elettori, ooops…dai cittadini!
via Verdi scuole medie latisana Prendiamo le due strade in fotografia: Via Verdi, quella delle scuole medie, e Via Tisanella, la strada di Paludo.
Chi le percorre sa bene lo stato disastrato delle medesime, non occorre infierire, basta transitarci sopra per capire.
Ora pare proprio che si vada alla sistemazione di queste e di altre strade del capoluogo e delle frazioni.
Bene, era ora e poco importa se la cosa ha un vago sapore elettorale, anzi, magari si andasse a votare ogni anno…..sai che bella la città?


«Rifacciamo il ponte sul Tagliamento, tra Dignano e Spilimbergo, in modo che possa fungere anche da diga».


casse di espansione latisana

Alido Gerussi, ex sindaco di Spilimbergo, ripropone una vecchia idea alternativa a quella delle casse di espansione.
Questa la notizia apparsa sui giornali e ripresa anche dal TG3 del Friuli; a me pare una buona idea, della serie piuttosto che niente, meglio piuttosto!
Le costose e impattanti e forse (ma solo forse) utili casse di espansione non credo si farannno mai, troppi alti i costi e troppo forti gli avversari, sia nella componente ambientale, sia come presenza delle popolazioni, capaci molto più della Bassa di attivarsi con proteste e riunioni convincenti.
L'idea di un nuovo ponte che sgravi Dignano dal traffico pesante bypassando il centro e funga anche da barriera alle ondate di piena, trattenendo e rilasciando l'acqua in esubero, potrebbe funzionare, sia tecnicamente che politicamente.
Certo da sola non consentirebbe di risolvere il problema delle grandi alluvioni, ma in abbinata alla sistemazione del Canale Cavrato e alla creazione di una cassa nella zona a monte di Latisana (dove una volta correva il fiume) potrebbe rapresentare un percorso percorribile e condiviso.
Ai latisanesi (si vota tra un anno) conviene darsi da fare e schierarsi, o almeno pretendere una dichiarazione immediata. Io voto a favore.

 
venerdì 22 settembre
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